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Si può essere positivi e felici sul lavoro? Sì, se si cambia l’approccio permettendo alla positività di entrare in circolo e di condizionare il nostro atteggiamento. Vediamo come.

Anche in Italia ha preso piede il movimento che promuove il benessere sul lavoro per incrementare la produttività in azienda. Sono sempre più numerosi le organizzazioni che assumono un counselor aziendale per aumentare il potenziale dei dipendenti e diminuire lo stress lavorativo. Vuoi sapere come portare la tua azienda al massimo dei risultati? Scopri come farlo con la positività.

Positività o pensieri positivi?

Spesso si tende a confondere questi due concetti. Siamo portati a utilizzarli come sinonimi, ma esiste una differenza tra questi due modi di affrontare la vita quotidiana:

  • Pensare positivo ci aiuta a vivere più serenamente, abbandonando i pensieri negativi che condizionano la nostra vita e inducono a produrre di meno.
  • Vivere con positività significa vivere con più consapevolezza ogni situazione, dandoci una visione più completa della nostra esistenza.

In questo articolo voglio soffermarmi su questo secondo concetto, quello legato alla positività, la condizione in cui un essere umano è portato a raggiungere i risultati migliori, attraverso una maggior consapevolezza delle proprie possibilità e qualità. 

Come? Scopriamolo insieme.

Una questione di chimica

Studi recenti nel campo delle neuroscienze hanno dimostrato che il nostro cervello produce sostanze chimiche a fronte di situazioni piacevoli. Queste sostanze, ad esempio ossitocina, serotonina e dopamina, sono capaci di infondere un senso di benessere e ottimismo.

Le ricerche hanno anche dimostrato che, in questi casi, il nostro corpo si attiva e riesce a ottenere risultati migliori sul lavoro, a scuola e nella vita privata. Si parla di modalità “responsive” di funzionamento del nostro cervello.

Al contrario, le situazioni spiacevoli e le emozioni negative producono cortisolo e adrenalina, che inducono il cervello a lavorare in modalità “reactive”. Questa è la realtà tipica di chi lavora in un ambiente malsano e stressante

Portare la positività al lavoro

È quindi importante trovare un modo per abbandonare la modalità reactive, dove il nostro corpo reagisce agli impulsi negativi creando cortisolo (ormone dello stress), e favorire un approccio responsive e positivo.

Hai notato un calo di produttività della tua azienda?
Quali sono le sensazioni più diffuse in ufficio?
Per capire quali sono i problemi da risolvere devi partire da una valutazione interna del “sentiment” della squadra.

I dati confermano che molti incidenti sul lavoro sono causati dallo stress, così come l’80% circa delle visite mediche. L’Azienda Europea per la sicurezza sul lavoro ha inoltre stimato una perdita di 136 miliardi di euro l’anno a seguito di un calo di produttività nelle aziende.

Portare sentimenti ed emozioni positive all’interno della tua azienda può invece aumentare la produttività ed è propedeutico per il raggiungimento degli obiettivi. È ormai chiaro come i lavoratori, messi in una condizione favorevole, sviluppino pensieri positivi e ottengano risultati al di sopra delle aspettative.

Si parla in questo caso di organizzazioni positiveuna vera e propria evoluzione culturale rispetto alle situazioni presenti nel nostro panorama organizzativo. Il pensiero positivo fa da padrone e ti aiuterà a raggiungere risultati migliori.

Non mi rivolgo al singolo lavoratore ma a te, imprenditore, manager, amministratore. La rivoluzione deve partire dall’alto, dalla cultura aziendale, e poi nella gestione dell’azienda. Fai in modo che in ufficio si respiri un clima sereno, di positività… e i risultati arriveranno!

Sei pronto ad iniziare questo nuovo percorso? Contattami e insieme potremo pianificare il nuovo modus operandi della tua azienda!